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martedì 1 febbraio 2022

Pier Paolo Pasolini: Se nasci in un piccolo paese sei fregato - Manlio Cancogni, La Fiera letteraria, a. XLII, n. 50, 14 dicembre 1967.

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro






Manlio Cancogni intervista Pier Paolo Pasolini
Se nasci in un piccolo paese sei fregato


P.P.P. - Se è possibile scrivere un capolavoro? È sciocco chiederselo. Il problema non esiste. E comunque, chi potrebbe saperlo? 

M. C. - È una domanda pretesto. Considerala come un punto di partenza. D’altra parte è pur vero che si scrivono molti libri tutti abbastanza modesti. Come mai?
P.P.P. - Un piccolo Paese non può dare un grande scrittore. Lo ha detto Goldmann.
Tu sottoscrivi?
P.P.P. - Sì. Ogni libro è in rapporto al suo background culturale. Se questo è mediocre anche il libro lo sarà. Possono esserci delle eccezioni, è vero, ma allora si tratta di persone culturalmente apolidi, che vivono in Italia e scrivono in italiano per combinazione. Scrittori che hanno un taglio europeo, cresciuti in un circuito culturale più vasto. L’Italia è una piccola nazione, meschina. Lo ripeto: non può dare un grande libro.
Ma chi ti obbliga a vivere nella meschineria del tuo Paese? Puoi benissimo restare in Italia in ‘terra di pipe’, come si dice, e infischiartene della sua cultura, del suo ambiente, dei suoi problemi, e della sua società letteraria. Certo che se invece di osservare la realtà e la vita, vivi in mezzo alle chiacchiere dei letterati, sei per forza condizionato dalla cultura, chiamiamola così, del tuo Paese.