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lunedì 19 maggio 2025

Pasolini - GLI ANGELI DISTRATTI - Libertà, 19 aprile 1947, pag.3

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



 Pasolini
GLI ANGELI DISTRATTI

Libertà

19 aprile 1947

pag.3

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )

(Oggi in "Un paese di temporali e di primule" - a cura di Nico Naldini)



 Fu un desiderio di sfuggire alla gioia (questo immagino ora che la memoria ha purificato, ahimè, quel fatto già per se stesso memorabile fin dal suo informe accadere); coloro che erano insieme a me, mio cugino N. e il mio amico G. a cui ho imposto il mio equivoco desiderio, potrebbero forse rifiutarsi di sottoscrivere questa facile mistificazione di quel fatto «per se stesso leggendario»; ma io devo interpretare male, e, del resto, quel 16 settembre, è una giornata qualunque della mia vita.

 Il lettore immagini la piazza di San Giovanni come un mercato orientale a cui la notte e la pioggia recente abbiano smorzato i colori; la sagra vi esplodeva così naturale da parer noiosa, e il rombo della folla non aveva altra misura che l’umido silenzio degli astri.

sabato 19 novembre 2022

Pier Paolo Pasolini "1944", LA POESIA NELLA SCUOLA - Tratto da Un paese di temporali e di primule, a cura di Nico Naldini - Ugo Ganda Editore

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini

"1944"

LA POESIA NELLA SCUOLA 

Tratto da Un paese di temporali e di primule, a cura di Nico Naldini

Ugo Ganda Editore

Gli scolaretti di Versuta, Learco Cossarin, Dante Spagnol, Bepino Bertolin e altri, hanno conservato un quadernetto di poesie che il loro insegnante compose per loro, per cantare l’umile bellezza del mondo che essi conoscevano, ma per rivelargliela meglio attraverso la poesia. La raccoltina di quattordici poesie si intitola «1944».


 Gli scolaretti di Versuta

  

 Bionduccio e allegro il Nini

 con gli occhi birichini;

 Cesare, serio e Dante

 con l’occhio un po’ sognante.

 Crovatin studentino

 Gigiuti un bel bambino.

 

sabato 4 giugno 2022

Pier Paolo Pasolini, Lettera dal Friuli - La Fiera letteraria, 29 agosto 1946

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

La Fiera letteraria - 29 agosto 1946


Pier Paolo Pasolini
Lettera dal Friuli

La Fiera letteraria
29 agosto 1946

 È difficile nel resto d’Italia sentir ricordare il Friuli. Credo che l’unico istante di rinomanza letteraria di questa regione risalga ai tempi del Carducci, quando questi si fece leggere e rileggere da un suo studente friulano una poesia, Plovisine, dello Zorutti. Non ne valeva la pena. Ma da allora è d’obbligo coltivare questo poeta udinese che insieme ai noiosi cimeli e a una scorta imponente di aneddoti, ci fa eredi di tutta una tradizione vernacola... Gli stranieri si lasciano

venerdì 8 aprile 2022

Pier Paolo Pasolini, DALLA LINGUA AL FRIULANO - CE FASTU?, Rivista della società filologica friulana - 31 dicembre 1947 - numero 5-6

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dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini
DALLA LINGUA AL FRIULANO

CE FASTU?

Rivista della società filologica friulana

31 dicembre 1947 - numero 5-6 


 

Premettiamo che della parola «tradurre» non ci sfuggono i significati più difficoltosi, e che è entro i termini del «traducibile» e dell’«intraducibile» che si muovono le più acute suggestioni della nostra poetica friulana; vogliamo dire che l’ossature délicate del nostro dialetto-linguaggio pur nell’ambito della lingua, ossia della traducibilità, non si nega affatto ai rischi dell’indefinitezza estetica, ossia dell’intraducibile...

 Ma non è di ciò che intendiamo occuparci in questa breve nota; quanto ora ci importa è un dato esterno e utilitario del tradurre (e per quel che riguarda le difficoltà banali e già risapute della traduzione, rimandiamo ai saggi di Solmi, Montale, Ungaretti ecc. raccolti dall’Anceschi in un interessante volume). Il friulano ha bisogno di traduzioni essendo queste il passo più probatorio per una sua promozione a lingua. È vero che per noi il friulano è aprioristicamente lingua, a parte le considerazioni glottologiche (un deliberato ritorno all’Ascoli) e a parte lo sforzo cosciente di usarlo in condizioni di parità se non di uguaglianza con le grandi lingue romanze; tuttavia una prova come quella del tradurre verrebbe a costituire un terzo fatto, se non molto profondo, almeno perentorio.

venerdì 10 dicembre 2021

Pier Paolo Pasolini, I Dispetti - La Stampa, Tuttolibri ottobre 1993.

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dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini
 I Dispetti

La Stampa
Tuttolibri, ottobre 1993.


Ricordo Casarsa nel '29: allora non conoscevo che una decina di adulti, e, naturalmente, li conoscevo attraverso i discorsi che si facevano in casa. 
Quando mi comparivano davanti in carne e ossa, ero subito preso da una specie di entusiasmo che ora, da lontano, chiamerei ironico, e che nascondevo ipocritamente dietro la falsa distrazione che, come fanciullo, mi era concessa. Ma c'è un momento negli impubi di estrema quasi senile saggezza (momento che si manifesta, forse, nell'imbarazzante simbolo dell' «omettino»); credo che questo si verifichi soprattutto nei ragazzetti borghesi della campagna dato che essi perdono già verso i sette o gli otto anni quella che i genitori chiamano ingenuità. Io, allora, ero in effetti un vecchione indifferente nei cui sensi l'assenza dell'Amore era compensata dalla gola e dalla curiosità. Mi trovavo molto a mio agio tra le donne perché scarseggiavano di quella qualità mostruosa che si chiama ironia, mentre erano invece fornitissime di saggezza. Era naturalmente una saggezza

domenica 11 aprile 2021

Pasolini, I dispetti. La Stampa, TuttoLibro del 2 ottobre 1993.

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dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro




La mia Casarsa
bella di donne

I giochi a Casarsa, l'amato gineceo dell'infanzia, la lingua tagliata del Friuli, politica e regionalismo, l'insegnamento, sono i temi degli scritti inediti di Pasolini (dal '45 al '51 ) che escono ora a cura di Nico Naldini per Guanda, «Un paese di