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martedì 15 dicembre 2020

Primo Piano 1967 - Intervista con Pier Paolo Pasolini - Pasolini si ricorda e si immagina

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro




Pasolini si ricorda e si immagina
Intervista con Pier Paolo Pasolini
Primo Piano 1967
Audiovisivo AAMOD 

Di seguito: 
1- la descrizione del video; 
2- la trascrizione dell'intervista; 
3- il video 
4- materiale didattico 



“La storia della mia vita è la storia dei miei libri” 



Primo piano. 
Personaggi e problemi dell’italia d’oggi 

Genere: documentario

Tipologia: non fiction

Stato: finito

Titolo proprio: Pier Paolo Pasolini

Regia: DI Carlo, Carlo

Casa di produzione: Unitelefilm

Edizione: italiana - 1967

Lingua: italiana

Anno di produzione: 1967

Altre responsabilità

persone:
Bevilacqua, Angelo  (fotografia) 
Bocchetti, Alessandra  (collaborazione artistica) 
Da Subiaco, Giuseppe  (montaggio) 
Tarchi, Carlo  (fonico)


durata: 00:19:00
cromatismo: b/n
sonoro: sonoro



Abstract: Il film traccia un ritratto di Pier Paolo Pasolini e della sua attività letteraria e cinematografica, attraverso la video testimonianza di Pasolini stesso e una serie di riprese effettuate nelle borgate romane. Pasolini mette in risalto la sua vicenda di uomo di cultura, scrittore, poeta, cineasta, con riferimenti ai problemi della vita italiana degli ultimi venticinque anni, in particolare in rapporto alla condizione umana e sociale dei giovani e dei sottoproletari della periferia della capitale. Nel documentario sono inserite, come documentazione dell’attività cinematografica di Pasolini, alcune immagini tratte dai suoi film. Il documentario è l’unico realizzato nell’ambito del progetto “Primo piano. Personaggi e problemi dell’Italia d’oggi”. Bellissima la lettura finale di una sua poesia.

Partecipazione a manifestazioni: Festival dei Popoli - Firenze 1975

Descrizione delle sequenze:

01. Cartello con titolo - ‘Personaggi e problemi dell’Italia d’oggi’. Zoom in sulla scritta.
10:00:18:00 - 10:00:13:00

02. Panoramica su edifici di edilizia popolare e zoom in su un gruppo di baracche.
10:00:13:00 - 10:0043:00

03. Bambino, F.I., corre mentre gioca col cerchio.
10:00:44:00

04. TOT. su gruppo di anziani che parlano all’aperto con carrozzina.
10:00:55:00

05. Bambina, F.I. all’aperto vicino ad una altalena. P.P. Bambina con copricapo è ripresa attraverso uno steccato con un ditino nel naso.
10:00:58:00

06. Movimento di macchina a mano lungo un viottolo sterrato con recinzione laterale. Presenza di bambini, F.I., che corrono e giocano a pallone, donne, F.I., riprese durante faccende domestiche.
10:01:09:00

07. Ragazzo, P.P., segue l’obiettivo della macchina, accennando un sorriso, avanzando fino a un primissimo piano.
10:03:04:00

08. Intervista a Pier Paolo Pasolini, F.I.; l’uomo si muove all’interno della casa. Didascalia: ‘Pier Paolo Pasolini di carlo di carlo. cultura e società’
10:03:27:05

09. Pier Paolo Pasolini (MF e PP), seduto sul divano di casa. Parla della sua vita ‘che è la storia dei suoi libri’.
10:04:00:03

10. Zoom in sulle mani di Pier Paolo Pasolini.
10:11:29:00 - 10:12:00:00

11. Zoom in sui libri di Pasolini accanto a lui sul divano dov’ è seduto. Totale del libro: “Pier Paolo Pasolini, ‘Passioni e ideali’, Garzanti”
10:13:00:00

12. Pasolini parla del suo passaggio dalla lingua italiana ad una lingua internazionale, attraverso il cinema.
10:13:16:00

13. Fotografie di Pier Paolo Pasolini sul set dei suoi film. Fotografie di scena, riprese, immagini dei manifesti dei suoi film.
10:14:06:11 - 10:16:16:00

14. Riprende la parola Pier Paolo Pasolini, P.P.
10:16:17:00

15. Quartiere Don Bosco, panoramiche. Voce off di Pasolini che recita una sua poesia mentre la macchina realizza una lunga panoramica a 360° sulle rovine archeologiche dell’Acquedotto Felice.
10:16:50:00

16. Titoli di coda
10:18:59:00 - 10:19:17:00
- 10:19:18:00

Note dell’archivista: 
Per quanto riguarda la descrizione del contenuto si evidenzia quanto segue: durante la sua videotestimonianza Pier Paolo Pasolini, nella sua casa all’Eur, afferma, tra l’altro: “La storia della mia vita è la storia dei miei libri” - “Il cinema è una vera e propria lingua secondo me”. Pasolini ripercorre quindi la propria vicenda di intellettuale in relazione alla produzione letteraria e cinematografica e al rapporto conflittuale con quella che definisce società “piccolo borghese”.

Trascrizione da sonoro:

La storia della mia vita è la storia dei miei libri, i miei libri eccoli qua, quindi, in questo divano c'è tutta la mia vita, praticamente. Il primo mio libro è uscito nel 42, è un libro di poesie in dialetto friulano che è il dialetto di mia madre, le ho scritte verso i 18 anni e le ho pubblicate esattamente a 20 anni, nel 42 avevo 20 anni. 
Perchè ho scritto in friulano?
Allora non me ne sono reso ben conto, ma, me ne sono reso conto immediatamente appena è uscito il libro; appena uscito il libro alcuni critici avrebbero voluto recensirlo non l'hanno potuto recensire perchè le riviste di allora, erano gli ultimi anni del fascismo, non volevano che si parlasse di dialetti, non volevano che esistesse una letteratura dialettale; 
questo perchè? 
Perchè l'Italia di allora, l'Italia ufficiale di allora, era un'Italia completamente stereotipa e falsa, praticamente al di fuori di ogni forma di realismo, anche se completamente poetico, come era questo; cioè non si voleva che in Italia si parlasse di dialetto. 
Praticamente non si voleva che in Italia ci fossero dei contadini e degli operai.
Comunque in questo libro non c'è niente di quello che è stato chiamato poi "impegno".
E' un libro completamente poetico, di un amore un pò romanzato e fantastico, mio, per la terra di mia madre, per i contadini friulani, ecc. ecc...
Dopo poco, nel 45, durante la guerra, avevo fondato, nel paese di mia madre, Casarsa nel Friuli, una specie di accademia che chiamavamo piccola accademia di lingue friulana. In sede di questa accademia, a nostre spese, io e degli altri miei amici, pubblicammo dei libricini. Questo dunque, è il secondo libricino che è uscito, si chiama " Diario", questo però in lingua italiana.
Ancora poesie, diciamo cosi, anteguerra, di atmosfera culturale ancora simbolistica o surrealistica, o in un certo senso neoclassica, con qualche rapporto con l'ermetismo, ma comunque già qui ci sono degli elementi della mia poesia futura, cioè già qui parlo, per esempio, della morte del mio fratello partigiano, ecco, è già un tema nuovo nella mia poesia, evidentemente.  In questi anni ho continuato a scrivere sia in friulano che in lingua, le poesie friulane le ho raccolte soltanto dopo una decina d'anni, in un volume che si chiama "La meglio gioventù", le poesie italiane sono qui, "L'usignolo della chiesa cattolica"    che ho pubblicato pochissimo tempo fa. Fino a quel punto io credevo di essere letteralmente quello che in un senso tecnico si definisce poeta ma a un certo punto ho cominciato a vedere dei film. E vivevo  allora, benchè abbia studiato a Bologna, all'università di Bologna, però ho passato la mia giovinezza in gran parte appunto nel paese di mia madre nel Friuli, dove ero fuori da ogni contatto culturale. La cultura italiana del tempo mi è arrivata attraverso il cinema, e ho visto i primi del neorealismo italiano che mi hanno fatto venire in mente l'idea di poter scrivere anche dei racconti, o delle novelle o dei romanzi. Ho ratto dei tentativi che sono rimasti nel cassetto, e di cui uno soltanto ha visto la luce due o tre anni "Il sogno di una cosa". Ma arrivato a Roma. dove sono arrivato nel '50, immediatamente, cambiando ambiente, cambiando costumi, cambiando abitudini, cambiando conoscenze, ecc..., mi sono propriamente arricchito di questa dimensione narrativa che prima non avevo ed ho cominciato, appena arrivato a Roma, a scrivere, a scrivere dei racconti di ambiente romano, che poi ho radunato insieme, gli ho dato una certa unità, li ho raccolti nel volume "Ragazzi di vita" che è uscito nel '55. Con "Ragazzi di vita" è cominciato quello che posso definire il mio successo, letterario ma anche la serie dei miei guai perché con "Ragazzi di vita" ho subito il mio primo processo. Un processo allora trionfalmente vinto perché il pubblico stesso ha chiesto l'assoluzione in quanto si trattava di un'opera di poesia, di un'opera d'arte, almeno nelle intenzioni e non era imputabile di accuse di scurrilità e di oscenità di cui era stato accusato. Prima di scrivere il secondo romanzo ho continuato a scrivere dei versi e sono usciti quindi tre volumi. Il primo: 'Le ceneri di Gramsci", il secondo uscito subito nel '59: "La religione del mio tempo" e l'ultimo è uscito due o tre fa: "Poesia in foma di rosa". 
E' qui contenuta quella che io considero la parte più solida di quello che ho fatto finora. I romanzi sono stati un po' un'avventura per me, non considero ancora un romanziere. Sono arrivato al romanzo verso 30 anni, ho fatto due o tre esperimenti, in parte riusciti in parte no, non Io so, hanno avuto un certo peso cultura degli anni '50, credo, ma io continuo a considerarmi uno scrittore di versi. Ed ecco infatti 
l'altro romanzo che prosegue i temi, i personaggi, l'ambiente, ecc..., ecc...,  dei "Ragazzi di vita", si chiama "Una vita violenta". Racconta la storia di un giovane che passa da una fase di piena Incoscienza civile e politica, attraverso varie esperienze, fino ad acquisire una coscienza di classe benché lui poi non appartenga a nessuna classe, appartenga In pieno a un sottoproletariato urbano, ondeggiante, che stato fascista e che quindi è privo di questa coscienza. Durante questi anni, appunto gli anni dell'impegno, è stata molto intensa anche la mia attività saggistica e critica. Ho raccolto tutti questi miei saggi In un volume che si chiama "Passione e ideologia" e soprattutto sono stato direttore con Leonetti e Roversi, di una rivista letteraria e politica che si chiama "L'officina". Questa mia attività ha avuto delle varie interruzioni, è stata ripresa recentemente, quando mi sono deciso a dirigere insieme a Carocci e Moravia, una nuova serie della rivista "Nuovi argomenti". 
Da che cosa stata caratterizzata tutta questa mia produzione in maniera assolutamente schematica e semplicistica? E' stata caratterizzata, prima di tutto, da un istintivo e profondo odio per lo stato in cui vivo, dico proprio stato, intendo dire stato di cose e stato nel senso politico della parola. Lo stato capitalistico piccolo borghese che io ho cominciato a odiare fin dall'infanzia. 
Naturalmente, con l'odio non si fa nulla, intatti, non sano riuscito a scrivere mai una sola parola che descrivesse o si occupasse o denunciasse il tipo umano piccolo borghese  italiano; il mio senso di repulsione cosi forte che non riesco a scriverne. Quindi ho scritto nei miei romanzi soltanto di ragazzi appartenenti al popolo; io vivo cioè con la piccola borghesia italiana. Ho rapporti o con il popolo o con intellettuali. La piccola borghesia si, però, è riuscita ad avere rapporti con me! e li ha avuti attraverso i mezzi che ha in mano cioè attraverso la magistratura e la polizia ed ha Intentato una serie di processi alla mia opera, la quale è caratterizzata, naturalmente. non solo dall'odio contro la polizia ma da una visione marxista delle cose, da un'analisi marxista della mia società. 
Questi processi sono cominciati con "Ragazzi di vita" e sono arrivati fino poco tempo fa, con il processo contro il mio film "La ricotta" per vilipendio alla religione; perchè nel frattempo sono passato ai film, ho abbandonato in parte la letteratura, o perlomeno ho abbandonato il romanzo non la poesia, per dedicarmi quasi esclusivamente al cinema. Questo accaduto negli anni '60 e non senza ragione perché anni '60 sono gli anni di una profonda crisi della cultura italiana. L'Italia sta passando da una fase di paleocapitalismo verso una forma di neocapitalismo. Questo ha Implicato una crisi di tutte le ideologie esistenti allora in Italia, soprattutto dell'ideologia marxista e dell'impegno. Sicché si parlato di crisi del romanzo, son sarti i movimenti avanguardistici che rompevano le tradizioni e le forme chiuse e classiche  di narrativa  e di poesia, si parlato di anti-romanzo. ecc.. ecc.. Io non ho potuto inserirmi in questo movimento perchè ormai la mia formazione era fatta, il carattere letterario era definito, non potevo tradirlo, tornarmene indietro. E son passato istintivamente al cinema, ho sostituito cioè, il racconto romanzesco col racconto cinematografico. E In principio ho creduto che si trattasse di una nuova tecnica, in realtà sono accorto che si tratta di una scelta vera e propria perché cinema è una vera e propria lingua. secondo me, forse realizzando con questo mio avventuroso, un pò scapestrato, desiderio di abbandonare la nazionalità italiana. Scrivendo con la lingua del cinema  mi esprimo in un'altra lingua che non è più l'italiano, è una lingua internazionale. E cosi ho fatto il mio primo film "Accattone". Ecco qui la sceneggiatura. Subito dopo "Mamma Roma", poi quell'episodio de "la ricotta", di cui ho parlato prima, accusato di vilipendio alla religione e subito dopo, con grande stupore di coloro che mi hanno condannato per vilipendio alla religione, il "Vangelo secondo Matteo" che è caduto negli anni del pontificato di Giovanni XXIII ed è stato una specie di concreto atto di dialogo e di rapporto tra un comunista, seppure non iscritto ai partito, e le forze avanzate del cattolicesimo italiano. 
L'ultimo mio film è "Uccellacci e uccellini" in cui in maniera favolosa, cosi, aneddotica e simbolica, racconto la crisi di cui dicevo poco fa, cioè la crisi dell'ideologia dell'impegno degli anni '50 e l'avvento di un nuovo orizzonte ideologico intorno a noi, nella società italiana. 

Per il futuro chi vivrà vedrà. 
Pier Paolo Pasolini
(Trascrizione da video di Bruno Esposito).



Il film è visionabile anche sul canale YouTube dell’Aamod.

A seguire alcuni materiali utili per la didattica, ovvero per illustrare con qualche esempio il contesto di produzione del film:

scheda del film PierPaoloPasolini (a cura dell’Aamod); nulla osta per la circolazione del film PierPaoloPasolinitesto del commento del film PieroPaoloPasolinitesto inglese del commento del film PierPaoloPasolini.
Si consiglia, dopo la visione, un confronto tra il Pasolini di questo documentario e il Pasolini che si racconta nei programmi della Rai… che trovate anche su you tube. Le differenze sono notevoli. 
Fonte: https://visionandonellastoria.net/2012/06/29/pier-paolo-pasolini-si-ricorda-e-si-immagina/



@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare

Curatore, Bruno Esposito

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venerdì 3 gennaio 2014

Ho conosciuto Pasolini, solo per qualche ora

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Ho conosciuto Pasolini, solo per qualche ora

di Theilard


Pier Paolo Pasolini...Mi rimane un ricordo di lui "Vivo",più di una foto: un suo foglio scritto con calligrafia decisa, che si inclina sulla destra,in alto, ben spaziata e righe orizzontali anch'esse, armoniose, con ampio spazio uniforme in verticale, un segno di equilibrio e dominio di sé; scarso lo sviluppo delle consonanti nella loro componente inferiore a denotare uno spirito non soffocato dalla sessualità e in espansione e riflessione attenta… Osservate la lettera che allego: tutti i punti sono sulle i, precisi ed estrosi, non ne manca uno ma ognuno è diverso, non ne ha dimenticato nessuno, neanche nella fretta di scrivere,nell'agitazione del momento.
Eravamo in un istituto religioso nelle vicinanze della Chiesa di S.Pietro e Paolo, all'EUR.
Era un periodo in cui la mia frequenza religiosa era al suo minimo e non ero riuscito a capire come potessi stare, da qualche tempo (fu comunque per poco tempo) con una ragazza che non perdeva una messa domenicale e le adunanze in parocchia. Io ero iscritto a fisica e lei a legge. Fisica e Legge sono separate da pochi metri, alla Sapienza, fatti di alberi, aiuole e sedili di marmo.
Quanta distanza fra noi, io proletario, abitavo ai confini di Primavalle, e lei in un appartamento, che a giudicare dell'atrio-giardino, dall'ingresso e la divisa del portiere che potevo osservare quando l'aspettavo, era leggermente diverso dagli scarsi 70 mq in cui noi stavamo in cinque mamma, papà e le due sorelle più piccole.
Mi chiamò per dirmi se volevo andare con lei ad un incontro con Pasolini, l'occasione era un dibattito, dopo che 'OCIC (Office catholique international du cinèma) lo aveva premiato, su Teorema.
Rimasi senza parole!
Pasolini l'eretico, Pasolini che con precisa diagnosi aveva decretato la morte del proletariato, inglobato e imborghesito da modelli consumistici che fagocitavano ogni ideale, ogni cambiamento.
Io non mi sentivo né di sinistra, con le sue sicurezze rivoluzionarie e incurante di Budapest, né, tantomeno, di una destra a cui la storia non aveva insegnato nulla e che perdurava nella difesa strenua di un'immagine controversa…Uno che la pensava come me (o io come lui?).
Da allora mi volli schierare in quella categoria, senza vessillo, di "libero pensatore".
Entrammo nella sala già affollata, avevamo dei posti nelle prime file, non mi sentii imbarazzato della situazione di privilegio.
Salutai un collega di corso, mi dichiarai sorpreso del suo interesse, lo conoscevo come ottimo atleta ma sapevo scarso l'impegno culturale (non so se mai completò i suoi studi; l'ho riconosciuto fra i candidati politici in qualche elezione…non ricordo quale).
Aspettammo, non molto. "…Eccolo! Eccolo!".
Ci girammo ad osservare la fonte del vociare concitato.
Pasolini, seguito da un ragazzo alto e biondo, qualcuno riconobbe in lui un non ben identificato "…Angelo. Sì l'Angelo nel …" e mi sfuggì il titolo… Confusione di sedie spostate, atmosfera infuocata da invettive come "..Con Pasolini ci si va solo a letto …non ci si parla" e altre ancora più dirette "…Frocio…".
Pasolini mi passò vicino, stava dicendo qualcosa a chi lo accompagnava al tavolo, di poco sollevato dal pavimento, su un'ampia pedana.
Il chiasso aumentò e invettive pure, circondammo Pasolini con un cordone a difesa
Non parlò e scrisse quello che allego.
Ero vicino a lui.
Pasolini mi chiese se potevo portare il foglio che aveva appena scritto a quel signore molto alto e con una corona di capelli su una testa tonda che sembrava capeggiare la contestazione…
Così feci, o meglio, tentai di fare. Mi avvicinai "…Pasolini vorrebbe che leggesse questo…" mi dette una manata e ricevetti qualche spintone dai giovani che lo circondavano.
Mi ritrovai con il foglio stracciato, solo un poco, mi ritirai con ilmessaggio rifiutato nelle mie mani.
Carabinieri, confusione, l'incontro sospeso
In pochi rimanemmo con lui, fuori della sala a parlare, parlare…parlare per più di un'ora (o forse di più).
Trascrivo il foglio,l'originale è nella foto (anche con "mezzora"):


"Naturalmente non scenderei mai a patti con lei. Ma con lei ci sono dei giovani che dimostrano di condividere le sue idee. E' per loro che le chiedo di venire a patti: lasci procedere tranquillamente il dibattito per mezzora. Se dopo mezz'ora lei crede di poter dire che il dibattito non si svolge a un livello culturale, riprenda la sua gazzarra antidemocratica, e le cose andranno come devono andare, cioè comunque antidemocraticamente



Pier Paolo Pasolini"

Fonte:

@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare

Curatore, Bruno Esposito

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