"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pasolini alle prese con il mito di Edipo
Una intervista con il regista di "Accattone
L'Avanti
Domenica 16 luglio 1967
pag. 11
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
Il nuovo film sarà presentato alla mostra di Venezia.
Tutto è centrato sui personaggi.
Il cast degli attori.
Pier Paolo Pasolini, autore e l'intellettuale forse più discusso dopo D'Annunzio, che getta sistematicamente lo scompiglio e il dubbio d'una passione senza limiti nelle polemiche culturali, estetiche e sa trovare una rara autonomia nel gioco pericoloso del dialogo cattolici-marxisti: e di nuovo al lavoro. Il Pasolini cineasta, che quasi prescindendo dalla << tecnica >> ( quella canonica, con le sue regole universali convenzioni hollywoodiane o neorealiste), seppe offrirci con << Accattone >> una rarità non contaminata da orpelli e bugie di populismo-spettacolo, ha continuato per la sua strada e ha cercato fra le ambigue dimensioni della realtà e della ideologia l'ipotesi poetica che costantemente lacerasse tessuto retorico delle mezze-verità politiche, sentimentali, sociologiche, esistenziali ecc. Con << Uccellaci e uccellini >> il discorso sulla morte dell'ideologia - almeno quella ufficiale, che l'intellettuale di sinistra aveva accettato negli anni post-stalinisti - diventa un gioco di metafore denso di significati e non certo disimpegnato come qualcuno sosteneva. Con l'episodio << La Terra vista dalla Luna >> ne << Le streghe >>, Pasolini accentua il carattere involutivo ed emblematico del suo cinema, vivificandolo con la fantasia mimica e la maschera grottesca di Totò. << L'Edipo Re >> è il nuovo film che Pasolini si appresta ad ultimare e che Ligi Chiarini vorrebbe a Venezia quest'anno per dare alla rappresentanza italiana nuovo e più indiscusso lustro. Il regista di << Il Vangelo secondo Matteo >> ha rilasciato la seguente intervista.
L'Edipo Re, andrà dunque a Venezia?
Me lo auguro. Lavoro intensamente per questa ragione, dato che Chiarini mi ha sollecitato in questo senso. Purtroppo non posso, essere sicuro che il film sia pronto per Venezia, dato che il montaggio è il momento sempre fra i più importanti e angosciosi per me. Girare e bello, terribile è decidere quale dovrà essere l'immagine da togliere e quella da mantenere.
Come sarà i suo Edipo?
E la domanda giusta ma presuppone in chi deve rispondere una idea precisa di ciò che ha fatto. Niente più del cinema rivela la verità molto tempo dopo che l'opera è finita. Posso dire semplicemente che la teoria mi interessava; v'era in me autentica gioia nel rappresentare il personaggio di Edipo, ecco tutto!
D'accordo lei non sa con precisione ciò che sarà il film ma può almeno anticiparne la sa impostazione narrativa?
Il film è suddiviso in quattro parti. La prima é un documentario poetico su un'infanzia moderna, la seconda svolge la parte mitica dell'antefatto e la terza è ne più ne meno che la tragedia di Sofocle essenzializzata e tradotta in prosa; l'ultima parte, infine, mostra Edipo cieco che erra nel mondo contemporaneo.
Ogni episodio ha un suo stile particolare?
No assolutamente. Lo stile è lo stesso del mio cinema, del Vangelo e delle altre cose che ho fatto e non v'è differenza di stile nelle quattro parti in cui è idealmente e narrativamente suddiviso il film.
Dore sono state girate le diverse parti?
L'infanzia di Edipo nella Bassa Lombarda, in un piccolo paese del Lodigiano. Il personaggio è un giovane piccolo-borghese figlio di un ufficiale e l'ambiente storico (il fascismo) è appena intravisto. La seconda e la terza parte sono state girate in Marocco, e precisamente nel Sud del paese, nella parte berbera dove si possono trovare paesaggi e villaggi arcaici. Non dimentichiamoci che la Grecia di Edipo è assai precedente a quella in cui visse Sofocle, pressapoco è la Grecia di Cnosso. La quarta parte comincia a Bologna quindi si sposta nella Milano industriale per finire nel paese natale di Edipo, dove il personaggio, forse, va a morire. Questo finale è una specie di frammento de l'<< Edipo a Colono >>.
Ve qualcosa che differenzia questo suo ultimo film dai precedenti?
Penso di si. Anzitutto questo non è un film corale ma solo di personaggi. Questo credo sia una caratteristica del tutto inedita. In secondo luogo in << Edipo >> v'è una storia d'amore violentissima, di una violenza carnale che non ha eguali nei miei ricordi e che non rammenta certo l'amore pudico fra Stella e Accattone. Naturalmente tale violenza trova una ragione d'essere nel fatto che la passione amorosa si scatena fra madre e figlio.
Come definirebbe i film dal punto di vista ideologico?
Qualcuno dirà che è un film disimpegnato per il fatto che Edipo torna alla fine nel luogo dove vide la madre per la prima volta, cioè nel paese natale. Io definirei il film ambiguo, nel suo significato più problematico, stilisticamente costruito cioè secondo quel metodo del << canone sospeso >> che Roland Barthes usò per Brecht. Nel film non ho voluto definire alcun rapporto, ho descritte le cose e basta, lasciando alle cose il loro senso enigmatico.
Quali altri problemi ha dovuto affrontare nel film?
Il problema del colore. Per ragioni produttive il film l'ho dovuto girare a colori e naturalmente l'ho usato come un fatto di gusto. Per i colori del Marocco il problema stato semplice in quanto si trattava di rendere colori assoluti quali il rosa, l'ocra, il verde. Maggiori difficolta si sono poste per la parte europea, coloristicamente molte più arlecchinesca. Come già le ho detto in questo secondo caso mi sono affidato al mio gusto.
Vuol dirci qualcosa degli attori?
Dunque come lei sa il cast del film e composto da Franco Citti (Edipo) Silvana Mangano (Giocasta), Julien Beck (Tiresia), Carmelo Bene (Creonte), Lida Valli (Merope), Ninetto (il messaggero). Sono essai soddisfatto di tutti gli attori che ho scelto, in particolare della Mangano che non sfigura affatto accanto a Franco Citti. Mi spiego In che senso. E' difficile per una attrice reggere al confronto con un interprete naturale, istintivo e immediato come Citti; eppure Silvana Mangano riesce a reggere splendidamente al confronto e costituisce per me una sorpresa in assoluto anche se avevo già avuto modo di apprezzarla nell'episodio de << Le streghe >>.
Quali sono suoi progetti più immediati.
Credo che mi deriderò scrivere qualcosa per l'episodio che devo realizzare in <<Vangelo 70 >>.
F. C.
Curatore, Bruno Esposito
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