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martedì 3 febbraio 2026

Pier Paolo, Ninetto ed io: autobiografia di un «accattone». Intervista a Franco Citti - L'Unità, 10 settembre 1992, pag. 7

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pier Paolo, Ninetto ed io:
autobiografia di un «accattone». 
Intervista a  Franco Citti 

Luigi Amendola
L'Unità, 
10 settembre 1992, 
pag. 7
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )


Franco Cittì, protagonista di tanti film di Pasolini, racconta di sé e di quegli anni. Dall'infanzia in riformatorio al casuale incontro col regista.

Un suggestivo barcone sul Tevere fa da sfondo alla presentazione dell'autobiografia di Franco Citti, il non dimenticato interprete di Accattone. Vita di un ragazzo di vita (Sugarco), libro scritto a quattro mani con Claudio Valentini, racconta in prima persona; vicende dell'attore scoperto da Pasolini, quasi la sua vita fosse un calco perfetto di quelli dei personaggi interpretati nei film, dal citato Accattone (1961) a Una vita violenta (1961) e Mamma Roma (1962).

«Questo libro - si affretta a spiegare Franco Citti - vuole essere soprattutto un omaggio a Pasolini, un ricordo dell'uomo di cultura, dell'uomo di lettere, dell'uomo di cinema, o, più semplicemente, dell'uomo che aveva modi sinceri, onesti, un mondo tutto suo da far accettare. Un linguaggio che da noi nessuno aveva mai sentito. L'incontro con noi, me, mio fratello, i nostri amici, per lui interessato al nostro modo di vivere, è stato un incontro fortunato. Per lui e per noi... Non sapevo che nell'uomo timido ed educato ci avrebbe, a me e mio fratello, cambiato la vita».

lunedì 24 novembre 2025

Pasolini aveva un incredibile amore per Maria Callas - tratto da Vita di un ragazzo di Vita di Franco Citti e Claudio Valentini.

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Pasolini aveva un incredibile amore per Maria Callas


tratto da "Vita di un ragazzo di Vita"
di Franco Citti e Claudio Valentini.

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )

Un incredibile amore per Maria Callas. Paolo ci aveva girato Medea e lei, la grande inaccostabile, irascile cantante, gli era rimasta nel cuore. Non ne parlò con gli amici. Ma si vedeva benissimo che quando c'era lei avveniva la trasformazione. La idolatrava. Ne studiava i gesti, i movimenti degli occhi, delle labbra. Poteva essere storto e intrattabile, nero e ingrugnato, Maria era la sola in grado di compiere il miracolo. Un rispetto e un amore così, noi che lo conoscevamo bene, possiamo dire che lo aveva manifestato solo per sua madre. Nessuno capì bene quale fosse il filo che li aveva legati. Ma così era. Forse un immenso amore «di testa» perché Paolo era tutto «di testa». Ma non si poteva far altro che stare a guardarli.

Anche lei era diversa. Diversa da come tutti ne avevano sentito parlare. Diversa dalla donna dei mille capricci e delle nevrosi, a cui ci avevano abituato le notizie soprattutto dei settimanali.